|
A
spasso con Chekov - Una settimana vissuta pericolosamente con Walter
Koenig e sua moglie
di Alexia Ailoura e Simone De Leone
Lunedì
31 marzo
Dopo innumerevoli contatti telefonici che ci avevano in parte preparato
all'avvenimento ("ma è sempre lui che risponde al telefono!",
"Che bella la segreteria, sotto Natale era lui che cantava
'Jingle bells'!", "Che voce simpatica anche la moglie!")
è arrivato il giorno in cui il signor Koenig e la moglie
arrivano all'aeroporto di Bologna. Volo Air France delle 19,20,
e noi, neofiti in tutto, cominciamo dal problema di andarli a prendere.
Per non sembrare un'orda, solo Alessandro e Jessica andranno all'aeroporto.
Come andare? La macchina del padre di Jessica sembra adeguata. Come
chiamarlo? La gaffe più temuta è dirgli "signor
Chekov..." Ed i vestiti? Si decide per una sobria eleganza
(giacca e cravatta) ravvivata da una minuscola spilla di STAR TREK
sul risvolto della giacca.
Il dilemma è: prenderà la spillina come una riprova
dello scatenarsi del fandom?
Quando i coniugi Koenig scendono dall'aereo ogni dubbio viene fugato:
lui indossa la più gigantesca, vistosa e "trekkie"
giacca che mai sia esistita, con l'enorme scritta sul retro Star
Trek VI. Giacca che terrà per tutta la durata del soggiorno
in Italia. E poi sarebbero i fan quelli scatenati?!?
Al momento delle presentazioni il signor Koenig è delizioso:
si toglie gli occhiali, sorride e porge la mano... e per un istante
Pavel Chekov ti si materializza davanti agli occhi! Anche la moglie
(Judy Lewitt) è un tipino delizioso, ed entrambi sono in
ottima forma... scopriremo solo poi, tentando di fargli provare
i tortellini con ragù (il piatto tipico di Bologna), che
sono entrambi vegetariani... ma questa è un'altra storia.
Una cosa che colpisce parlando con Koenig è la sua simpatia,
che ha subito dissipato il nostro impaccio iniziale.
Portandoli al loro albergo si trova il modo di allungare il giro
per fargli osservare "Bologna by night" (i monumenti,
non le lucciole!) e la domanda di Koenig "ma questa è
la strada più breve o è il 'panoramic tour'?"
fa capire che l'intenzione era evidente.
E va bene, li portiamo in albergo, perché nella settimana
vogliono vedere quanto più possibile dell'Italia... come
direbbe Massimo: aaauguri!
Martedì
1° aprile
Koenig e la moglie sono accompagnati da Jessica a fare il giro di
Bologna, città ricca di monumenti e palazzi antichi... come
sa perfettamente Jessica, che per l'occasione ha imparato a tempo
di record una Mega Guida di Bologna (scritta in francese, perché
quelle in italiano erano finite... ma per la causa si fa questo
ed altro!).
Il programma, anche se potrebbe sembrare non faticoso, si rivela
ardito... le cose da visitare sono tante, si raggiungono solo a
piedi (veramente la chiesa di San Luca, in cima alla collina, si
può raggiungere anche in macchina, ma la signora Koenig ama
la vita avventurosa) e la giornata si rivela divertente ma intensa.
Koenig è deliziosamente deciso a fare tutta una serie di
cose che fanno piacere alla moglie (visitare musei, entrare ed uscire
da monumenti, camminare per ore sotto il sole), salvo lamentarsi
di quando in quando (poco) per il caldo, la stanchezza, l'ennesimo
museo. In definitiva, però, una coppia meravigliosa (particolare
alla Novella 2000: sono sposati da 31 anni).
Mercoledì
2 aprile
Giorno deputato ad un rapido tour di Roma, guidati da due eroici
soci STIC romani (Luca e Daniela). Arrivo con il Pendolino del mattino,
rientro con quello del pomeriggio... a Roma bisognerebbe dedicare
molto più tempo, avendo più tempo a disposizione!
Purtroppo è sempre più evidente che i coniugi Koenig
non riescono ad abituarsi al fuso orario, e che scattate le sette
di sera vengono presi da una crisi di sonno totale. Finora cerchiamo
di fargli avere impegni solo nella giornata, ma ci piacerebbe tanto
andare a cena con loro... e anche questa è un'altra storia.
Giovedì
3 aprile
Giro turistico per Bologna nella mattinata, guidati da Jessica,
poi il pomeriggio sarebbe deputato agli acquisti... peccato che
a Bologna i negozi facciano il riposo settimanale proprio il giovedì!
Pazienza, i coniugi Koenig ne approfittano per riposarsi in vista
della gita dell'indomani. Anche perché alla sera c'è
la cena con "la stampa" (Giovanni Lani de Il Resto del
Carlino, anche lui appassionato Trekkie). Nel corso della cena (la
prima, per noi, insieme a loro) scopriamo (nel modo più diretto)
che i coniugi Koenig sono vegetariani, e si perderanno decisamente
i famosi tortellini bolognesi. E le lasagne. Ed il battuto di lardo.
Ed il brodo di carne. E tutti i salumi della regione. Per tutti
gli emiliano-romagnoli della Spazio è quasi un momento di
lutto nazionale!
Pazienza, resta la pasta fresca, di cui sono golosi!
Venerdì
4 aprile
Alessandro e Jessica accompagnano (in macchina, perché c'è
lo sciopero dei treni) Koenig e la moglie a Verona, città
di Romeo e Giulietta e del loro balcone.
Questa volta la macchina è quella di Alessandro (una AX a
tre porte) che confrontata alla Mercedes del padre di Jessica è
poco più di una scatoletta di sardine. Walter e Judy non
fanno una piega, visto che "se vai in Italia, comportati da
Italiano" e sembrano comunque apprezzare moltissimo tutte le
attenzioni che si hanno per loro.
Arrivati a Verona, come fare a rinunciare a una foto ricordo sul
balcone di Romeo e Giulietta? Anche la signora Koenig se lo chiede,
e lancia dal balcone la macchina fotografica a suo marito, che invece
è giù. Lui manca la presa, e la macchina rovina impietosamente
a terra sotto lo sguardo attonito di una comitiva di studenti francesi
in gita. E va bene, la macchina non si è rotta e l'onore
è salvo... quasi! I tentativi di non ridere di Jessica ed
Alessandro meriterebbero almeno un Oscar per gli effetti speciali!
Anche perché poi c'è la foto ricordo da fare vicino
alla statua di Giulietta... sembra che sia di buon augurio appoggiare
una mano sul seno della statua, e Koenig non si esime, facendosi
immortalare dalla moglie. Come vorremmo vedere la faccia di quelli
che vedranno la foto!
Verona è piena di turisti di tutte le nazionalità,
ed un paio di americani si avvicinano a Koenig... vogliono un autografo?
L'hanno riconosciuto? No, hanno semplicemente capito che è
americano anche lui e gli chiedono da dove viene!
Durante il viaggio in macchina, Koenig prima si appisola, poi si
mette a cantare a squarciagola. Gli viene fatto eco dalla moglie
e da Jessica ed Alessandro, che vengono esortati a intonare "Fratelli
d'Italia" e qualche canzone assortita. Koenig fa sfoggio di
una canzone (forse napoletana) cantata con accento straziante...
gliel'ha insegnata un vicino italiano (ebbene sì, ragazzi,
siamo ovunque!), ma nonostante tutti gli sforzi congiunti non siamo
assolutamente riusciti a riconoscerla!
Alla sera si ritorna a Bologna, in negozio da Ultimo Avamposto;
i clienti al suo interno si guardano l'un l'altro dandosi di gomito,
mentre Koenig è al suo solito gentilissimo con tutti: si
toglie gli occhiali (per farsi riconoscere!), si fa fotografare
abbracciato ai presenti, dice spiritosaggini, improvvisa una scenetta:
si fa dare una scala a pioli, poi si avvicina alla parete dove è
appesa la foto di Kirk, stacca il quadro e lo gira. Ride di gusto,
battendo le mani, quando Alessandro appende la sua foto al posto
di quella di Kirk.
Mentre
stanno per uscire, un ragazzo entra in negozio trafelato; guarda
Koenig, guarda il volantino della convention con la sua foto, poi
finalmente trova quello che cerca: si ferma davanti a Massimo e
gli chiede "sono arrivate le divise?". I presenti più
composti ridacchiano, i più sguaiati sono piegati in due
sorretti solo dalle colonne del negozio. Al ragazzo viene sussurrato
"ma hai visto chi è quello?" ed il poveretto esclama
"oddio, un mito vivente! E io non l'ho riconosciuto!".
La frase viene tradotta a Koenig, che ride di gusto, mentre il ragazzo
passa cinque minuti buoni sotto choc.
Sabato
5 aprile
Il
primo giorno di Convention! Quelli di noi che avevano esclamato
"mi basta solo che Koenig arrivi alla Convention" hanno
proditoriamente trasformato l'esclamazione in "mi basta solo
che Koenig esca vivo dalla Convention". Ovviamente tutti i
timori erano assolutamente infondati: i partecipanti sono di una
cortesia e di una compostezza esemplari, ed il calore con cui Koenig
viene accolto, quasi come uno di famiglia, è qualcosa che
scalda il cuore.
Koenig sul palco non si risparmia: attacca a ruota libera con i
ricordi dei telefilm, fa gustose imitazioni di Sulu, Scotty e Kirk,
si prende in giro con ironia; quando risponde alle domande del pubblico,
se possibile trova nuovi modi per fare tutti partecipi del sogno
di Star Trek. Ad un certo punto si apre di scatto il giubbotto (quello
con la scritta Star Trek VI che giganteggia sul dorso) e rivela
che indossa la maglietta della Convention, con la sua faccia e l'Enterprise...
per la cronaca, lui fa collezione di oggetti con la sua faccia!
Alla sera riusciamo finalmente a portarlo a cena, tutti insieme:
sempre troppo tardi per lui (le nove) visto che ammette candidamente
che in America loro cenano alle sei! A cena Koenig si dimostra il
più "cotto", anche se all'arrivo della sua portata
si riprende: racconta aneddoti sulle Convention tedesche ("welcome
herr Koenig") ed inglesi, racconta una barzelletta. Dal canto
suo la moglie ci spiega che hanno una vicina di casa originaria
di Napoli, in America, che fa la pasta in casa e loro adorano la
pasta. Visto che siamo vicini a Pasqua gli facciamo assaggiare anche
la colomba. Tanto, a parte il nome, è "cibo da vegetariani"!
Domenica
6 aprile
Secondo giorno di Convention, con un programma intensissimo per
il signor Koenig. Nonostante sappia benissimo quello che l'aspetta,
lui è spumeggiante: parla a lungo e volentieri dei film di
Star Trek, di Ricardo Montalban (che descrive come un vero signore,
cortese e professionale), della sua parte nel settimo film. Risponde
con ironia a chi gli chiede come mai Khan dice di conoscerlo in
Star Trek II (è iniziato tutto con una epidemia di una rara
malattia spaziale...) facendo piegare in due la platea!
Quando racconta di come si sono ritrovati lui, Shatner e Takei per
registrare i dialoghi per il videogioco di GENERAZIONI fa una esilarante
imitazione della gestualità di Shatner, e la platea smette
di ridere soltanto due minuti dopo.
Una delle domande della sessione del pomeriggio è per la
moglie di Koenig, anch'essa presente all'apparizione: durante la
sua risposta il marito la fissa con un sorriso carico d'affetto,
e dopo le dice scherzando "Va bene, puoi tornare a casa!".
Dopo l'incontro del pomeriggio c'è una brevissima pausa e
poi via con la sessione fotografica di beneficenza! Paziente e sorridente,
coccola la più piccola partecipante alla Convention (meno
di un anno, e due occhioni irresistibili) durante la foto, e si
lascia baciare con trasporto da una più matura ma non meno
entusiasta partecipante.
Dopo le foto, l'incontro con il ponte di comando dello STIC...
Alla fine Koenig passa a salutare tutti i volontari che si sono
prodigati per la buona riuscita della Convention, con un sussulto
davanti al banco delle magliette (quante ne ha firmate!) e delle
sue foto (di quelle ne ha firmate anche di più!) ed un bacio
inviato a Giovanna al banco della Reception.
Ma non è finita: siamo riusciti a strappargli la promessa
che si fermerà a cena con noi, lo STIC ed i volontari, ed
infatti la sera siamo tutti in pizzeria. Come al solito la pizza
di Koenig è quella che tarda di più, ed il suo sguardo
truce ricorda (a chi lo sa) che lui ama mangiare presto la sera...
La serata è comunque allegra (non capita spesso di mangiare
con Chekov a capotavola) e dopo cena li lasciamo andare a riposare
con un saluto affettuoso.
Lunedì
7 aprile
Nonostante il ventilato sciopero degli aerei, l'aereo dei coniugi
Koenig è annunciato regolarmente. Meno male! Anche perché
dopo aver faticato per spiegargli lo sciopero delle ferrovie di
venerdì sarebbe stato deprimente fargli digerire lo sciopero
aereo tre giorni dopo.
Allo sportello del cambiavalute Koenig firma la distinta, poi chiede
"solo una?" scatenando l'ilarità di chi lo accompagna
(dopo gli autografi a raffica in effetti sembra strano limitarsi
ad uno solo).
Il saluto finale, prima della partenza, è carico di affetto
(baci ed abbracci, come uno di famiglia... ed ormai ci sembra proprio
così); è stato piacevolissimo vedere l'uomo dietro
l'attore, e la sua simpatia è stata travolgente. L'avevamo
sperato, ma chi l'avrebbe mai detto!
|